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(¯`·._.·[°o.O |Lo SpAzIo DeLlA cUlTuRa| O.o°]·._.·´¯)..LiBrI, QuAdRi E pItToRi.. August 31 La Libertà che guida il popolo (sulle barricate)E adesso ci voleva il quadro..! la parte del titolo che vedete tra parentesi l'ho scritta così perchè in alcuni testi il titolo si trova senza quelle ultime due parole...anche perchè, a mio modesto parere, sono abbastanza inutili se è possibile vedere il quadro.. buona lettura.
La libertà guida il popolo (sulle barricate)
La critica ha notato nel quadro un'influenza di Géricault nell'atmosfera drammatica che invade la scena, nella composizione e nei cadaveri del primo piano, tra i quali si trova, in basso a sinistra la figura epica di Ettore, il leggendario eroe troiano, che rappresenta il fatto che comunque Delacroix non aveva del tutto abbandonato quella voglia di tornare al passato tipica del classicismo. La composizione segue ancora le regole tradizionali, il disegno e i colori creano un'atmosfera che effonde il drammatismo dell'insieme. La luce irrompe nella scena da sinistra e produce diversi effetti dorati ed argentati, in tocchi vibranti e in violento contrasto con le altre zone oscure, e, se si presta attenzione alle sfumature di colore del cielo, si possono notare i colori della bandiera francese che escono dal fumo bianco che gli permette anche di non definire bene le figure sullo sfondo (altro elemento non proprio del Romanticismo che Delacroix inserisce senza curarsi di seguire regole precise). Nell’immagine si nota facilmente la struttura schematica del dipinto che presenta una fascia, in basso, dove l’autore ha inserito i cadaveri, una fascia, subito superiore, dove si trovano i feriti, lo slancio dell’imponente figura centrale della donna a seno nudo che rappresenta la Libertà e una fascia dove si trovano i parigini insorti, che termina sullo sfondo con persone dai profili sfocati, dove Delacroix inserisce uomini di ogni posizione sociale (contadini, ragazzi, bambini, nobili, borghesi...etc...) e dove, subito dietro alla Libertà, si è autoritratto nella folla. Ne “I miserabili” Victor Hugo racconta la storia di un ragazzino, di nome Gavroche, che salta da una parte all’altra della barricata alla ricerca di proiettili appartenenti ai cadaveri e che viene poi ucciso. Secondo gli storici potrebbe essere il ragazzino con le pistole a destra della Libertà. Oltre alla vicenda rappresentata, il quadro ha un importante valore simbolico, incarnato nella figura femminile dall’aspetto assolutamente irreale che ne sottolinea la valenza ideale: in essa infatti i combattenti possono vedere la loro stessa motivazione alla lotta e la guida che li porta verso il loro obbiettivo. In generale il quadro fu ben accettato, il Re Cittadino, Luigi Filippo d'Orléans lo acquistò pagando 3.000 franchi. Non fu esposto pubblicamente per ragioni politiche, dopo vari mesi passò al Museo Reale del Lussemburgo, nel 1855 fu esibito presso l'Esposizione Universale, e finalmente trovò una collocazione definitiva nel Museo del Louvre.
BaCi
LeLe Eugene DelacroixPiccola spiegazione sulla corrente alla quale appartiene e ricerca sull'autore...
Il Romanticismo
Il Romanticismo è un movimento artistico consolidatosi nei primi decenni del 1800 e affievolitosi verso la metà del XIX secolo, anche se alcune sue caratteristiche giungeranno fino alla fine del secolo. Il Romanticismo rivaluta la sfera del sentimento, della passione ed anche della irrazionalità; è un movimento di grandi suggestioni religiose che guarda e valorizza la storia del medioevo, attraverso l'ispirazione ed il genio individuale. Il Romanticismo si presenta con caratteristiche differenziate da nazione a nazione, infatti presenta delle diversità nelle sue manifestazioni in Inghilterra, Francia, Germania e Italia. Uno dei tratti più caratteristici del Romanticismo è la rivalutazione del lato passionale ed istintivo dell'uomo. Questa tendenza porta a ricercare le atmosfere buie e tenebrose, le rovine, il dramma, il mistero, le sensazioni forti, l'orrido e tutto ciò che suscita paura. L'artista romantico ha un animo sempre pronto a turbamenti ed il suo comportamento é spesso anticonvenzionale, asociale e amorale. I Romantici sono artisti disperati e maledetti che alimentano il proprio genio, di trasgressioni, pessimismo ed eccessi. Il risultato di questo atteggiamento è un’arte che, non di rado, ricerca l'orrore, come in alcuni quadri di Gericault che raffigurano teste di decapitati o nelle visioni allucinate di Goya.
Eugène Delacroix Pittore francese, nato nel 1798 a Charenton-Saint-Maurice e morto a Parigi nel 1863, fu uno dei più grandi del XIX sec. Presunto figlio naturale di Talleyrand, seguì gli studi classici nel Liceo imperiale, ponendo le basi della sua solidissima cultura; a diciotto anni entrò nello studio del pittore Pierre-Narcisse Guérin, seguace di David, dove conobbe Géricault, le opere del quale lo colpirono soprattutto per l'intensità d'espressione. L'influenza di Géricault fu importante per la sua formazione, accanto a quella di Gros, di Rubens e dei pittori veneziani, studiati al Louvre. Grande colorista, Delacroix costruisce per accordi tonali dominanti e mezze tinte, giungendo a colori vibranti nella piena luce; anche disegno e linea assumono nella sua opera un valore essenzialmente pittorico, ma privilegiando il colore, egli rompe i caratteristici schemi propri del Romanticismo francese. Sua prima opera impegnativa fu il “Dante e Virgilio” (Parigi, Louvre), ancora fedele al disegno scultoreo dei neoclassici. Con il “Massacro di Scio” (Parigi, Louvre), esposto al Salon del 1824, si oppose violentemente al classicismo. Nel 1825, Delacroix fu per alcuni mesi in Inghilterra; le trasparenti atmosfere dei paesaggisti inglesi, soprattutto di Constable e Turner, produssero in lui una forte impressione. Perfezionando la tecnica dell'acquerello, giunse ad una leggerezza di mano raffinatissima, quale si ritrova nella “Donna col pappagallo” (Lione, Museo). Nei quadri di soggetto orientale lo splendore delle vesti, l'aristocratica eleganza e l'ardore vitale dei cavalli di razza (Delacroix ritrasse con arte molto personale cavalli e leoni) si esaltano nell'acceso cromatismo, veneziano e rubensiano; tumultuosa e inebriante nell'intensità della materia e del colore è la “Morte di Sardanapalo” del 1827 (Parigi, Louvre), il cui tema è tratto da Byron. Delacroix espresse e sublimò il suo tormento interiore nella stupenda serie di litografie ispirate al “Faust” di Goethe (1828). Nel dicembre del 1831 il conte di Mornay, ambasciatore di Luigi Filippo presso il sultano, scelse Delacroix come pittore storiografo della sua missione in Marocco. Nel gennaio del 1832, dopo tredici giorni di navigazione, Delacroix scoprì i profili di Maiorca e della Spagna («tutto Goya palpitava intorno a me» scrisse nel suo celebre Diario, iniziato il 3 settembre 1822, preziosa testimonianza della vita culturale nella Francia del suo tempo); poi quelli africani, resi piatti dalla luminosità. Nella luce delle coste marocchine egli ebbe la rivelazione dell'aspetto solare, sereno, classico dell'arte, e ne fissò all'acquerello le impressioni, con rapida immediatezza, nei taccuini del viaggio (Parigi, Louvre), conclusosi nella città santa di Meknès. I vasti orizzonti del Marocco furono nuova sorgente d'arte per il pittore, che nei grandi spazi desertici fece vibrare il suo colore con l'intensità stessa della luce. Nel Salon del 1834 i colori delle “Donne di Algeri” (Parigi, Louvre) rivelarono al pubblico il vero Delacroix. Le tendenze contraddittorie del suo temperamento sono palesi ne “l'Assassinio del vescovo di Liegi” (Parigi, Louvre), in cui lo sfondo tenebroso, brulicante di folla, è squarciato dal bianco della tovaglia, “la Battaglia di Poitiers”, ordinatagli dalla duchessa di Berry, e “la Battaglia di Nancy” (Nancy, Museo), che denuncia la vena più intimamente romantica del pittore. Allo stesso momento creativo appartiene la “Libertà che guida il popolo” (Parigi, Louvre), dipinta per celebrare la rivoluzione del 1830, che portò al potere Luigi Filippo d'Orléans.
BaCi
LeLe August 09 Spiegassion!!Allora..d'ora in poi da spazio dei libri questo diventerà lo spazio della cultura, ovvero dividerò gli interventi in categorie, cioè:
"CoMmEnTi Ai LiBri" dove inserirò tutti gli interventi sui libri come quelli che avete già visto
"CoMuNiCaZiOnI" dove inserirò tutti gli interventi come questo, non attinenti a nessuna delle altre 3 categorie principali
e 2 new entry:
"CoMmEnTi Ai QuAdRi"
e
"PiTtOrI" in queste due categorie inserirò un mio commento ai quadri dei principali pittori dall'800 alla pittura moderna e un piccolo sunto della vita degli autori.
Il contenuto di queste nuove categorie è in gran parte preso da alcuni siti che si trovano facilmente raggiungibili per mezzo di una ricerca con google. Purtroppo non ricordo esattamente le fonti di ogni singola ricerca ma nel caso le trovassi le inserirei al più presto tra i riferimenti.
un bacio a tutti..continuate a parlare del mio blog!!!
(¯`·._.·[°o.O |£ë£ë| O.o°]·._.·´¯) July 02 ^^ interruzione ^^Stop ai libri per un intervento...e per un po'.
Mi dispiace dirvi che devo interrompere x qualche tempo (direi un mese) l'attività di questo blog causa viaggio a Londra (parto domani
in seguito dovrò preparare l'esame di conservatorio...cercherò di entrare per violoncello, e l'esame è il 6 di settembre...
per chi lo volesse sapere, ho avuto il risultato dell'esame di licenza media due giorni fa...ottimo...
sudato, ma ottimo...
salve a tutti e buone vacanze anche a voi...ah, anticipazione...prossima recensione: Cose che capitano, di Claudia Priano...
BaCi
LeLe June 21 La Coscienza di ZenoAutore: Italo Svevo
Casa Editrice: Einaudi
Prima Edizione: 1923 (eh beh...! un po' vecchiotto)
Costo: 7,00 €
Tempo di lettura: 14 giorni
N° di pagine: 442 (il romanzo, più le "continuazioni" è di 584 pagine)
Voto 1-10: 10
Da leggere 1-10: 10
Questo è il più conosciuto dei tre romanzi principali di Italo Svevo; il protagonista è Zeno Cosini, ed è lui stesso a narrare la sua storia, scrivendo, sotto consiglio del suo psicanalista, una specie di autobiografia a scopo terapeutico, poichè egli ha due grandi problemi: il primo è il vizio del fumo, il secondo è lo sforzo di liberarsi dal primo. Così il suo psicanalista lo convince che trovando ed analizzando l'origine del suo problema l'avrebbe già praticamente risolto. Leggendo questo romanzo ci troviamo faccia a faccia con un individuo qualunque, i suoi problemi e la sua storia. Questi ci racconta, così come affiorano alla sua mente, pensieri e ricordi della sua vita, di come passò, da ragazzo, da una facoltà universitaria all'altra; di come si trovò solo alla morte del padre e di come subito si attaccò a Giovanni Malfenti, uomo d'affari che Zeno "adotta" come secondo padre e del quale vuole a tutti i costi diventare genero, sposando l'una o l'altra figlia; di come alla fine si ritrovò sposato con la figlia che meno aveva desiderato, e che poi si rivelò essere la più capace di renderlo felice; di come la tradiva, pentendosene amaramente perfino mentre lo faceva.
Parla, o meglio scrive, in modo estremamente autoironico, fino a che, rifiutando la diagnosi che lo voleva vittima del complesso di Edipo, non subisce una trasformazione per cui si convince di essere sano e consegna il suo manoscritto al suo psicanalista che, indignato, decide di pubblicarlo per vendetta proprio nei suoi confronti dal momento che si era sottratto prematuramente alla cura.
Di questo romanzo mi ha colpito il fatto che Svevo abbia scritto la storia di Zeno in prima persona come fosse un'autobiografia autentica, riuscendo anche a coinvolgere il lettore nelle vicende vissute dal protagonista, uomo che come tutti, ha i suoi pregi e i suoi difetti, e che parla di se mettendosi in continua discussione con se stesso e con gli altri. Mi ha particolarmente coinvolto il rapporto, così strano e misterioso, del protagonista con Guido, l'amico che sposò la donna (Ada) che egli stesso aveva desiderato per prima, e che in tutto lo batteva, perfino col violino. Quest'uomo divenne poi suo collega di lavoro, e il rapporto di Zeno con lui è poco chiaro dal loro primo incontro fino al funerale di Guido stesso, al quale peraltro Zeno non è presente.
Nel complesso direi che questo libro è tra quelli che più mi sono piaciuti, tra o classici ed in generale, in particolare per la sua essenzialità e per il modo che Svevo ha di trattare il tema "dell'individuo".
BaCi
LeLe April 22 Lei, che nelle foto non sorridevaAutore: Cinzia Bomoll
Casa Editrice: Fazi Editore
Prima Edizione: 2006 (è di aprile...molto recente)
Costo: 13,00 €
Tempo di lettura: 2 giorni
N° di pagine: 187 (relativamente breve)
Voto 1-10: 8
Da leggere 1-10: 8
Commento: Bello... considerando che per l'autrice è il libro d'esordio... si sente trapelare dalle pagine che è un libro "sofferto"... non so quale sia la verità ma sembra quasi un'autobiografia... lo trovo interessante soprattutto per lo sguardo d'insieme (anche se un po' pessimistico) che dà degli adolescenti d'oggi e dei loro genitori, racconta le realtà che questi ragazzi vivono nell'Emilia di oggi, tormentati tra nuove mode, alcool, fumo, sesso e trasgressioni varie.
Critiche negative: Potrebbe parlare meno di sesso ed evidenziare meglio il rapporto tra le due gemelle, soprattutto quando sono entrambe in vita, così come fa quando parla degli avvenimenti che accadono dopo la morte di Ester. Non ho particolarmente apprezzato il cambio di stile e tempo (d'un tratto usa il futuro) che adopera verso la fine (il capitolo 45 ha questa caratteristica mentre il 46, il finale, riprende ad usare il presente).
Consiglio finale: Se non siete troppo schizzinosi riguardo al sesso, leggetelo.
BaCi
LeLe April 21 Il fu Mattia PascalAutore: Luigi Pirandello
Casa Editrice: Arnoldo Mondadori Editore (consiglio questa edizione perchè contiene simpatiche affermazioni dell'autore)
Prima Edizione: 1933 (un po' vecchiotto...)
Costo: beh..sul mio c'è scritto 350 lire..ehm..forse sono un po' cambiati i tempi..
Tempo di lettura: 11 giorni
N° di pagine: 254 (il romanzo, in totale, più le appendici dell’autore, è di 262 pagine)
Voto 1-10: 8
Da leggere 1-10: 10
Mattia Pascal vive a Miragno, con la madre ed il fratello. Il padre ha lasciato in eredità alla moglie e ai due figli una discreta fortuna. Così Mattia viene costretto a sposarla ed a convivere con l’odiosa suocera, che manifesta chiaramente il suo disprezzo per lui. Arrivato a Montecarlo e fermatosi a giocare alla roulette, in seguito ad una serie di fortunate vincite, diventa ricco. Dapprima si trova sconvolto, poi comprende che, credendolo ormai tutti morto, può crearsi un'altra vita. Così, inventatosi il proprio nuovo nome, Adriano Meis, inizia a viaggiare prima in Italia e poi all'estero, decidendo quale sarebbe stato “il suo passato”, fintantoché decide di stabilirsi a Roma in una camera ammobiliata sul Tevere. Si innamora, ricambiato, di Adriana, la dolce e mite figlia del padrone di casa, Anselmo Paleari, e sogna di sposarla e di vivere un'altra vita, ma presto si rende conto che la sua esistenza è fittizia. Infatti, non essendo registrato all'anagrafe, è come se non esistesse e pertanto non può sposare Adriana, non può denunciare il furto subito da Terenzio Papiano, un losco individuo che lo ha raggirato, e non può fare tutte quelle cose della vita quotidiana che necessitano di un’identità. Finge così un suicidio e, lasciato il suo bastone e il suo cappello vicino a un ponte del Tevere, ritorna dapprima a casa del fratello e poi a Miragno, come Mattia Pascal.
I temi che vengono affrontati nel "Fu Mattia Pascal" sono molteplici ma i principali sono il tema della famiglia (Pirandello dichiara implicitamente che può essere vista sia come un nido, come la famiglia d'infanzia, che come una prigione da evadere, come la convivenza con la moglie e la suocera) e il tema centrale dell'opera, quello della perdita dell'identità, che Mattia prima caccia via e poi riottiene e accetta. Pirandello insegna che l'identità è qualcosa di importante che ogni individuo deve preservare per far sì che il suo ricordo rimanga per sempre.
L’opera di Pirandello è stata ridotta cinematograficamente per ben tre volte; la prima, muta, risale già al 1924, la seconda risale al 1937, sono entrambe girate da registi francesi, mentre la più recente versione è italiana: nel 1985 Mario Monicelli dirige Le due vite di Mattia Pascal, una versione trasferita ai giorni nostri, con Marcello Mastroianni.
Per quanto riguarda il mio commento, beh...io lo leggerei anche senza l'obbligo scolastico perchè è veramente un bel libo e tra i classici è sicuramente tra i migliori...
BaCi
LeLe
April 18 PresentazioneEccomi. Molti di voi hanno già visto l'altro mio blog (http://badarkitty.spaces.msn.com/).
E' + personale, ce l'ho da + tempo (quasi 6 mesi) e continuerò ugualmente a scriverci, nonostante aggiornerò anche questo.
Questo comunque non sarà il mio spazio personale bensì uno spazio dedicato a chiunque voglia informarsi sui libri che può leggere, x sfizio o obbligatoriamente x scuola.
Qui troverete piccoli spunti per una relazione sui vari libri che descriverò, la trama, i vari dati (autore, titolo, casa editrice, costo, numero di pagine, tempo di lettura ecc ecc...) e un mio commento personale.
E' superfluo dire (ma lo dico lo stesso xD) che le informazioni che metterò saranno solo sui libri che ho avuto modo di leggere. Questo significa che il blog sarà aggiornato SE VA BENE ad intervalli di una settimana.
Vabbè, auguro a tutti un buon ritorno a scuola dopo le vacanze (
BaCi
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